Che fare, cosa non rifare
E' il momento del coraggio e della verità
Al direttore - ho trovato molto stimolante l'editoriale con il quale ha aperto il dibattito sulle primarie nel PdL. Come dirigente di questo Partito sono interessata all'avvio di un confronto a viso aperto per evitare – per dirla come l'Elefantino – ‘di scivolare sul piano inclinato della pigrizia e dell’opportunismo’. In fondo, la vitalità di una formazione politica si misura anche da questo: dalla ricchezza dei punti di vista e dalla capacità di comporli in una sintesi. di Barbara Saltamartini, deputato del Pdl
11 AGO 20

Al direttore - ho trovato molto stimolante l'editoriale con il quale ha aperto il dibattito sulle primarie nel PdL. Come dirigente di questo Partito sono interessata all'avvio di un confronto a viso aperto per evitare – per dirla come l'Elefantino – ‘di scivolare sul piano inclinato della pigrizia e dell’opportunismo’. In fondo, la vitalità di una formazione politica si misura anche da questo: dalla ricchezza dei punti di vista e dalla capacità di comporli in una sintesi.
Ora è il momento del coraggio e della verità: per questo occorre che tutti coloro che sono in grado di sostenere una tesi politica o di esercitare un'azione politica, lo facciano senza tentennamenti e timori reverenziali. Primarie e Congresso sono per me la via per fare del PdL un partito aperto e partecipato dove siano consolidate le regole di democrazia interna. Del resto l’organizzazione e il funzionamento di un Partito sono centrali per far vivere la sua struttura.
Dall’altro lato, è indispensabile che la formazione della classe dirigente diventi una priorità. Su questo secondo aspetto si giocherà l’efficacia e la longevità del PdL.
Ma il tema cruciale è mantenere sempre vivo il confronto politico poiché questa è la forza per far sì che il Popolo della Libertà non sia un mero contenitore bensì un Partito vero e competitivo. Ciò sarà possibile se ognuno di noi non rinuncerà ad affrontare il dibattito nei luoghi e nelle sedi che il nostro Statuto prevede fino all'assise congressuale. Il passo falso che possiamo commettere è proprio quello di arroccarci nei ruoli istituzionali o peggio nelle piccole o grandi stanze del potere. Occorre, invece, passare dalla logica delle quote interne a quella delle idee. Questa sfida, forse la più difficile, implica la necessità di un progetto a lunga, lunghissima scadenza, che restituisca alla politica la nobiltà del suo ruolo. Un progetto capace di rilanciare con forza i temi della democrazia, della partecipazione e della sussidiarietà quali punti di convergenza tra cultura nazionale, cattolica e socialismo riformista. Perciò la stagione che si apre dovrà essere quella del coinvolgimento che attinga ad ogni potenzialità e ad ogni risorsa umana e culturale.
Ora è il momento del coraggio e della verità: per questo occorre che tutti coloro che sono in grado di sostenere una tesi politica o di esercitare un'azione politica, lo facciano senza tentennamenti e timori reverenziali. Primarie e Congresso sono per me la via per fare del PdL un partito aperto e partecipato dove siano consolidate le regole di democrazia interna. Del resto l’organizzazione e il funzionamento di un Partito sono centrali per far vivere la sua struttura.
Dall’altro lato, è indispensabile che la formazione della classe dirigente diventi una priorità. Su questo secondo aspetto si giocherà l’efficacia e la longevità del PdL.
Ma il tema cruciale è mantenere sempre vivo il confronto politico poiché questa è la forza per far sì che il Popolo della Libertà non sia un mero contenitore bensì un Partito vero e competitivo. Ciò sarà possibile se ognuno di noi non rinuncerà ad affrontare il dibattito nei luoghi e nelle sedi che il nostro Statuto prevede fino all'assise congressuale. Il passo falso che possiamo commettere è proprio quello di arroccarci nei ruoli istituzionali o peggio nelle piccole o grandi stanze del potere. Occorre, invece, passare dalla logica delle quote interne a quella delle idee. Questa sfida, forse la più difficile, implica la necessità di un progetto a lunga, lunghissima scadenza, che restituisca alla politica la nobiltà del suo ruolo. Un progetto capace di rilanciare con forza i temi della democrazia, della partecipazione e della sussidiarietà quali punti di convergenza tra cultura nazionale, cattolica e socialismo riformista. Perciò la stagione che si apre dovrà essere quella del coinvolgimento che attinga ad ogni potenzialità e ad ogni risorsa umana e culturale.
di Barbara Saltamartini, deputato del Pdl